Storia della Facoltà

La sede distaccata di Ancona dell'Università di Urbino
 

L'aggregazione della Facoltà all'Università di Ancona (ora Università Politecnica delle Marche)

La storia della caserma Villarey, sede della Facoltà di Economia dall'anno accademico 1998/99

Dopo l'annessione di Ancona al Regno d'Italia nel 1860, lo Stato Maggiore Piemontese ritenne indispensabile dotare la città di una struttura difensiva e logistica adeguata al ruolo strategico determinato dalla posizione geografica. Le precedenti difese pontificie non erano infatti adatte ad una "piazzaforte" considerata dello stesso rango di città tradizionalmente militari come Taranto e La Spezia.
Di conseguenza viene progettato e rapidamente realizzato un sistema difensivo che circonda la città con una serie di forti (Altavilla, Cardeto, Scrima, ..) e che trova nella nuova caserma, individuata in posizione esterna rispetto all'espansione prevista per la città civile, il fulcro dei contingenti di stanza ad Ancona, potendo ospitare oltre 1200 uomini.

L'edificio si presenta come un quadrato di quasi 100 metri di lato e segue lo schema classico della corte militare con cortile interno (m 62 x 56), attorno al quale si affaccia, al piano terreno, un porticato con gli accessi allo Stato Maggiore, al Corpo di Guardia, alle mense, alle scuderie, alle rimesse dei carri, ai magazzini, ai laboratori artigianali, alle prigioni.
Ai piani superiori, il corridoio sovrastante il porticato smistava verso gli alloggi per gli ufficiali e per la truppa, l'infermeria e gli altri locali accessori.

L'aspetto architettonico segue lo schema eclettico neo-quattrocentesco di gran parte dell'edilizia militare piemontese, di cui tuttavia la caserma Villarey costituisce cronologicamente un prototipo rispetto a numerose altre realizzazioni.
Gli elementi caratteristici sono il bugnato piatto del basamento, le finestre binate con cornice di sopralto a tutto sesto, la muratura a secco con contenimenti in pietra bianca del Conero e pietra rosa del Furlo.

La caserma ha ospitato un Reggimento di Fanteria fino alla seconda Guerra Mondiale, nel dopoguerra ha dato asilo alle famiglie sfollate per i bombardamenti ed è stata definitivamente abbandonata negli anni settanta.

Il recupero funzionale dell'edificio ha potuto contare sul buono stato di conservazione complessivo della struttura. Gli interventi sono stati volti alla migliore fruibilità degli ampi spazi a disposizione: al piano terreno sono previste le aule di lezione, il bar, le segreterie ed i servizi, la sede dell'ALFEA; al primo piano la biblioteca in spazi adeguati; ai piani superiori gli istituti, il dipartimento e gli studi per i docenti. Sono inoltre state realizzate tre aule magne sovrapposte ed un parcheggio coperto.

Proprio durante la realizzazione del parcheggio, nell'area dell'ex galoppatoio che già nell'Ottocento aveva restituito materiali archeologici, è stata individuata e portata alla luce una vasta necropoli risalente all'età greca e romana, composta da circa 450 tombe che presentano tipologie costruttive molto varie, a testimonianza dell'ampio arco cronologico di utilizzo.
Sono stati rinvenuti materiali di valore anche notevole.
Questa scoperta rappresenta una fondamentale fonte di notizie per la storia più antica della città. Perciò, seppure il recupero abbia provocato un inevitabile ritardo nei lavori (peraltro ostacolati da vari altri inconvenienti), i progettisti, la Soprintendenza e il Rettorato hanno concordato di mantenere testimonianza di alcune delle tombe individuate, lasciandole visibili nel piano terra del parcheggio.

Da "ALFEA - Notizie"